È il ventitré di agosto ed oggi, alle diciannove circa, ho finito il mio primo libro. È stata una giornata strana, fin dal momento in cui mi sono svegliato ho sentito che sarebbe nato sotto questo sole e tuffandomi completamente nel mare delle ultime correzioni, ne sono riemerso adesso, stanco morto.

È stata una lunga avventura. Trecento pagine che hanno consumato una parte di me, quella che inevitabilmente è finita negli spazi bianchi, tra il detto e non detto, all’interno dei capitoli ora più tristi, ora più comici.

Le riletture sono state tante, anche grazie all’aiuto di alcune persone che mi hanno concesso qualche ora della loro vita, facendomi dono delle loro opinioni e dei loro consigli. Queste persone mi hanno aiutato a non perdere la via, a raggiungere l’obiettivo finale, il traguardo che ho oltrepassato qualche minuto fa. Definirli fari illuminanti nella notte è poca cosa, un grazie non basterà visto come mi sento in questo preciso istante, vi devo tanto…riguardo a quest’impresa, forse vi devo tutto.

Adesso non so quello che succederà e non vorrò saperlo mai. Mi godo questo attimo di paradiso, all’interno del girone di coloro, che intraprendono un’impresa e la portano a termine, solo per percepire la completezza del proprio cuore, con il solo scopo di crescere, di migliorarsi, di elevare il proprio spirito verso qualcosa di nuovo, per prepararsi a morire e poi rinascere nuovamente.