Misteri che Voyager è una giacchettata…

Qualche giorno fa, dopo settimane di titubanza e soprattutto dopo che Livia ha affermato che la nostra auto era un porcile, ho deciso di fare un salto all’autolavaggio. Era una bellissima giornata di sole, di conseguenza mi sono messo a lavarla a fondo, gettando cartacce e tutto ciò che giornalmente accumulo all’interno dell’abitacolo.

Sappiamo tutti che la nostra vita si dipana tra ciò che possiamo spiegare e l’inspiegabile, oscillando in maniera perversa tra il mistero e la verità che scegliamo di vedere ogni momento, di conseguenza potrete capire bene la mia sorpresa e la mia angoscia, quando aperto il bauletto inserito tra i due sedili davanti e rimosso tutto ciò che c’era al suo interno, mi sono ritrovato nella mano una patente che non era la mia.

L’ho tirata fuori e guardata bene, il documento era di un perfetto sconosciuto, mai visto, mai incontrato in vita mia. Ovviamente, un evento come questo non può non stupire e soprattutto non può non far attivare tutta quella serie di processi mentali atti ad esplorare tutte le possibili spiegazioni: come cazzo c’è finita lì quella patente? – mi son chiesto quasi istantaneamente.

Victor, questo il nome dell’individuo, non l’ho mai incontrato, di conseguenza non posso averlo fatto salire in auto, quindi non può aver dimenticato il suo documento all’interno di essa, in particolare dentro a un bauletto che non apro mai. Questa è stata la prima conclusione.

Ho comprato l’auto un anno fa e di sicuro quel documento non era al suo interno quando l’ho presa, quindi, il precedente proprietario o un suo parente non possono averlo dimenticato, senza contare che al concessionario l’avrebbero tolto prima di vendere il mezzo. Questa è stata la seconda conclusione.

Rimuginando sui mesi passati, improvvisamente, la spiegazione è apparsa semplice e nitida davanti ai miei occhi: quando in maggio sono rimasto vittima di un incidente e l’auto è stata in riparazione per più di un mese, qualcuno dello staff del concessionario, potrebbe aver lasciato la patente al suo interno, un collaudatore, per esempio… – ho pensato. Mi è sembrata una spiegazione più che valida, anche se stiracchiata, perché sono abbastanza sicuro di aver controllato l’auto una volta uscito dalla carrozzeria e che dentro al bauletto in questione non ci fosse niente. Questa soluzione tuttavia, già di per sé non troppo esplicativa, si è frantumata un minuto dopo, quando voltando il documento ho notato che il tizio in questione possiede solo patenti per moto.

Così, ricapitolando, ho aperto il bauletto tra i due sedili davanti, trovato la patente di una persona che non conosco, che non ho mai visto, che indubbiamente non è mai salito sulla mia auto e scoperto che il suo proprietario può guidare solo moto. Mistero.

Ovviamente ho portato il documento alla Gendarmerie, il tizio in questione non è presente su internet, cosicché possa rientrarne in possesso senza dover fare richiesta agli organi di competenza, ma i dubbi restano e sono tanti e da giorni non riesco a non pensarci. Come cazzo c’è finito lì il documento di questa persona? Avrei voluto rintracciare Victor su Facebook o Instagram, avrei voluto chiedere a lui qualche spiegazione, ma niente, sembra proprio che debba vivere il resto della mia vita con questo interrogativo aperto.