Mi sveglio, ho sognato di nuovo Paolo Conte, guardavamo un’alba insieme, parlavamo, dovevo leggergli alcune poesie che ho scritto tanto tempo fa, ma per qualche assurdo motivo non lo facevo, fogli di carta stretti nella mano sinistra nascosta nella tasca del mio impermeabile blu, ascoltavo quello che lui aveva da dire, storie di donne, e di albe appunto, e campagne, mari lontani, luoghi esotici che non ho mai visitato, che probabilmente non visiterò mai, che sicuramente non ha visitato nemmeno lui, il piacere di quella conservazione senza tempo né spazio che andava a braccetto con la frustrazione incatenata alla sensazione che quel momento potesse interrompersi improvvisamente, ritorno alla realtà del risveglio, che in contrapposizione è fatta di tempo e di spazio – Sono fatto così… sono razionale perfino nei miei sogni… – ho pensato, o almeno ricordo di aver pensato, mentre Paolo alzando il braccio e indicandomi l’orizzonte al di là del mare, mi parlava della Francia, interrompendo di tanto in tanto, il flusso delle parole, sorridendo, lisciandosi i baffi – Meno razionalità… meno razionalità… – diceva bonariamente, riprendendo poi, il discorso interrotto.
Risvegli così, tranquillità, stupore, soddisfazione, la sensazione effimera di aver passato un momento incredibile, il piacere legato ad una notte diversa dalle altre, mentre scrivo nel quaderno che tengo appoggiato sul comodino, un resoconto del sogno appena fatto, il sole che ancora non ha oltrepassato le colline dietro Marseille, il giorno che lentamente sta nascendo, nessun rumore di auto, di animale, nessuna voce, silenzio, calma, lentezza, eternità che si allunga in un meraviglioso presente, il cuore che batte regolare, la mente che vaga alla ricerca di dettagli, Agosto agli sgoccioli, Settembre alle porte, respiro profondamente, il profumo delle novità mi invade le narici, il cervello vibra, si emoziona, estasi che riporta alla mia coscienza centinaia di cose belle, immagini, momenti del mio passato che amo, chiudo il quaderno, lo appoggio nuovamente sul comodino, guardo il soffitto, sorrido, mi sento bene.
Sogni così, risvegli così, la sensazione che tutto stia andando nella giusta direzione, il cuor leggero, sorriso sul volto, mi alzo, apro la finestra, guardo fuori, i contorni delle colline, dorate dalla luce del sole, sono uno spettacolo incredibile, salto oltre il davanzale, mi ritrovo in giardino, mi distendo sull’erba umida ad osservare il cielo azzurro, oggi sarà un giorno incredibile, già lo so, già lo sento.